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Wellness Working

By Giorgio Mottini 01 Oct, 2017

Quando senti una persona esclamare lamentandosi: "Ho il tunnel carpale!" generalmente sta parlando della sindrome del tunnel carpale,  una problematica articolare molto diffusa e fastidiosa dovuta alla compressione di un nervo chiamato mediano, che passa dal polso attraverso il cosiddetto canale carpale. 

By Giorgio Mottini 03 Sep, 2017

Il termine periartrite è costituito dal prefisso di origine greca “peri” (che significa attorno), unito alla parola “artrite”, che sta a indicare la presenza di uno stato infiammatorio di una o più componenti delle articolazioni, che nello specifico sono: capsula articolare, tendini, legamenti e cartilagini. Quindi, letteralmente, periatrite sta a indicare “infiammazione di ciò che sta attorno a un’articolazione”

Il termine tecnico periartrite scapolo omerale definisce, pertanto, l’infiammazione della spalla, articolazione composta dall’unione di tre ossa (clavicola, scapola e omero).

Diverse possono essere le cause scatenanti un’infiammazione articolare tra cui: l’usura delle componenti articolari dopo i 50 anni d’età, il diabete (per motivi ancora sconosciuti), traumi subiti in loco e la professione svolta nel corso degli anni. Ed è proprio questo il fattore sul quale ci soffermiamo per capire quali professioni maggiormente espongono le “povere spalle” a questo tipo di sofferenza.

Chiunque svolga una professione che vede altamente impegnati gli arti superiori, potenzialmente ne potrà soffrire.

Alludo a figure professionali come il parrucchiere, il chirurgo, il dentista, l’operaio edile, il manovale, il tornitore, l’imbianchino, il pallavolista, il marciatore, il nuotatore, il tennista, il violinista, il direttore d’orchestra, solo per citarne alcune. Usiamo per comodità termini maschili, ma è chiaro che ci riferiamo anche al sesso femminile.

Quando per diverse ore al giorno, moltiplicate per tutta una vita lavorativa, le spalle vengono sollecitate a muovere ripetutamente o tenere sollevato un braccio o tutte e due, i muscoli di pertinenza lavorano in una condizione di accorciamento permanente che procura, nel medio e lungo periodo, sofferenza articolare.

I sintomi tipici dell’infiammazione sono: dolore, rigidità articolare e conseguente riduzione della mobilità, gonfiore locale, arrossamento unito a senso di calore.

A livello medico, il rimedio per l’infiammazione è costituito dall’applicazione di ghiaccio unitamente al riposo e all’uso di antidolorifici; nei casi più gravi non rispondenti alle terapie conservative sopracitate, si arriva a prescrivere l’operazione chirurgica.

E’ bene sapere che questi tipi d’interventi, benché talvolta necessari per fare fronte a una situazione d’emergenza, sono riferiti solo al sintomo manifesto e che, per un’azione più completa, è bene dispensare ai muscoli in questione ciò di cui imperativamente necessitano: lo stretching o allungamento .

Infatti, è nella natura dei muscoli sapersi solo accorciare sia per produrre movimento articolare, sia in risposta allo stress che vive il sistema nervoso; purtroppo non sono in grado di recuperare la lunghezza d’origine in autonomia.

Ecco allora che lo stretching rappresenta quella cura che dobbiamo ai nostri muscoli, per evitare l’insorgenza di patologie quali la periartrite.

Un ottimo esercizio da fare che soddisfa egregiamente le necessità di allungamento dei muscoli delle braccia e di decompressione articolare delle spalle è quello che ti propongo qui di seguito (da fare almeno un minuto per lato) da unire, nelle pause tra una ripetizione e l’altra, all’esercizio del pendolo come mostrato nelle figure sottostanti. Il pendolo ti suggeriso di farlo durare il più a lungo possibile (almeno un paio di minuti per lato) per aiutare l’articolazione della spalla a decomprimersi.

By Giorgio Mottini 31 Jul, 2017

E' arrivata l'estate!!

Finalmente è tempo di ferie e di meritato riposo. Quindi svaghi, viaggi, mare-montagna-campagna, ore di sonno da recuperare, famiglia e passioni sportive.

Per tutte queste attività però, perchè siano effettivamente appaganti, è importante che si mantenga un buon stato di salute. Uno degli aspetti fisiologici di maggior interesse nel periodo estivo è il livello di idratazione del corpo, o per meglio dire il mantenimento dell' EQUILIBRIO IDRO-SALINO.

Con equilibrio idro-salino si intende il principio per il quale la concentrazione di sali minerali nell’ambiente acquoso del corpo, viene mantenuta costante nel tempo.

Quando la temperatura cambia, sia interna che esterna, l'organismo risponde alla ricerca della migliore termoregolazione, intaccando necessariamente la condizione idrosalina adottata fino a quel momento. Per garantire tutto ciò intervengono numerosi meccanismi fisiologici che coinvolgono il sistema ormonale, il sistema digestivo, e gli organi emuntori (pelle, polmoni, fegato, reni, intestino).

In estate, come sappiamo, la temperatura sale e pertanto la dispersione di acqua e sali è maggiore, soprattutto per chi fa attività fisica in quanto oltre alla temperatura esterna vi è un innalzamento di quella interna.

Il consiglio che ti diamo, alla luce di quanto descritto, è quello di selezionare tra i cibi, quelli a più alto contenuto di sali minerali (e non sale) che, per loro natura sono anche già bilanciati con un buon quantitativo di acqua; questi alimenti si chiamano verdure .

Seppur la frutta sia ricca di acqua (e va benissimo), ha un quantitativo percentualmente minore di sali minerali rispetto alle verdure, a vantaggio degli zuccheri semplici.

Quindi, mangiare verdure crude prima di ogni pasto è un riferimento sempre valido nell'arco dei 12 mesi, ma che in questa stagione ha un valore aggiunto in difesa dal grande caldo. Ricorda inoltre che al consumo di verdure crude puoi associare  la buona pratica di consumare qualche buon estratto o centrifugato fresca di verdura quando hai sete.

Buona idratazione !


By Giorgio Mottini 30 Jun, 2017

Il ginocchio del piastrellista  è il "successore" del più celebre ginocchio della lavandaia,  professione ormai sostituita completamente dalle lavatrici. Si tratta di una patologia risultante da traumi ripetuti, come il frequente inginocchiamento su superfici dure (da cui deriva l'attributo "del piastrellista") o da contusioni dirette come quelle che potrebbero accadere ad esempio in alcuni sport come la pallavolo, il calcio, il rugby e tutti gli sport di contatto. Altre potrebbero essere le professioni rientranti in questa problematica: muratori, operai, artigiani, tecnici manutentori e tutti coloro che devono spesso rimanere, per esigenze lavorative, a lungo inginocchiati.

In termini scientifici parliamo di borsite al ginocchio e come ogni parola in medicina contenente il suffisso -ite, si tratta di un' infiammazione.  In questo caso della borsa sierosa pre-patellare, componente articolare collocata anteriormente e un po’ più in basso della rotula.

Questa borsa è una sacca al cui interno è contenuto un liquido lubrificante che permette lo scorrimento senza attriti di un tendine sopra la sua articolazione. Normalmente le borse sono riempite da un sottile film di liquido ma in particolari condizioni possono infiammarsi e gonfiarsi, richiamando fluidi al loro interno. Questo rigonfiamento prende il nome di borsite.

E' utile sapere che in un'infiammazione la temperatura aumenta per un iperlavoro dovuto ad un movimento ripetitivo o per una posizione statica mantenuta a lungo, che genera rigidità e attriti del tessuto in questione. Diciamo che il corpo richiama acqua laddove è necessario "spegnere il fuoco".

La borsite del ginocchio è una delle più comuni cause di rigonfiamento e dolore di questa articolazione. Il sintomo più frequente della borsite del ginocchio è infatti il rigonfiamento palpabile al di sopra della rotula, spesso associato a limitata mobilità dell'articolazione, arrossamento e calore locale. L'inginocchiamento e il movimento tendono ad intensificare il dolore.

A livello terapeutico trattandosi di infiammazione, possono essere sicuramente utili degli impacchi di ghiaccio sul ginocchio, ma in ogni caso ti consigliamo di consultare il tuo medico.

A livello invece preventivo, se per il lavoro che fai devi stare spesso inginocchiato, ti consigliamo di indossare delle ginocchiere o di utilizzare seggiolini rotanti come quelli che vedi nella immagini che ti permettono di muoverti con discreta agilità diminuendo il carico articolare sulle ginocchia.

By Giorgio Mottini 04 Jun, 2017

Tra i vari disturbi di cui può soffrire chi lavora di fronte a un terminale video, c’è il tanto temuto mal di testa muscolo tensivo , frutto dell’eccesso di tensioni muscolari somatizzate a seguito di lunghe sessioni di fronte a un monitor, che comportano due fonti di stress principali:

1.  la fonte luminosa che attraverso la pupilla genera tensioni muscolari a livello della nuca, sede dei centri ottici del cervello

2.  il fatto che gli occhi di fronte al video siano in atteggiamento di convergenza, è un'altra condizione capace di generare stress nel breve e medio termine.

Infatti, la vista normalmente dovrebbe spaziare in modo panoramico e occasionalmente convergere; nel caso di chi lavora al computer gli occhi sono in stato di convergenza frequente e occasionalmente spaziano all’orizzonte. Mantenere questa condizione per 6-8 ore al giorno e comunque anche meno, genera stress ai muscoli degli occhi.

Lo sguardo convergente porta i muscoli degli occhi a lavorare molto in accorciamento generando appunto stress muscolare, con possibili ripercussioni come il mal di testa.

By Giorgio Mottini 30 Apr, 2017

Oggi vi parliamo del più diffuso tra i dolori muscolo-articolari su scala planetaria: il mal di schiena.

Termine più comunemente associato ad un dolore della fascia bassa della colonna vertebrale, anche conosciuto con il termine lombalgia o lombaggine.

Rappresenta la sofferenza funzionale del rachide lombare, al quale vengono inoltre attribuite innumerevoli cause e patologie (protrusioni, ernie, listesi, ecc.).

La lettura posturale è spesso la chiave di volta nella soluzione o nel miglioramento di queste problematiche.


Noi di Eukinetica, attenti alle relazioni tra abitudini lavorative ed ergonomia, ti vogliamo aiutare a comprendere meglio quali siano i fattori scatenanti di dette spiacevoli situazioni.

Nel caso della hostess di fiera, e così anche per chi lavora per molte ore in piedi come la commessa di negozio e receptionist, la posizione del piede gioca un ruolo davvero importante.

Ci è dato sapere che, in fisiologia in condizioni di buon equilibrio, il piede distribuisce il peso del corpo per un 57% sul tallone e un 43% sull'avampiede. Ad ogni centrimetro di sollevamento del tallone dovuto ad una scarpa con tacco , coincide uno spostamento sempre più marcato di tale equilibrio in direzione delle strutture articolari metatarsali e sulle dita.

In questo modo, sbilanciando il baricentro verso l'avanti, il nostro corpo, per non cadere, dovrà "recuperare" attivando quei muscoli con funzione antigravitaria che si trovano nella zona posteriore del tronco: nella schiena.

Aumentando pertanto il tono, i suddetti muscoli vanno a creare forze compressive sulla struttura vertebrale generando altresì alterazioni morfologiche (iperlordosi).

Seppur questo meccanismo sia una tutela, devi sapere che nel medio lungo periodo questo sovraccarico porterà a sofferenza e dolore lombare, con relativi sintomi correlati: pesantezza di lombare e gambe, rigidità muscolare, crampi, stati di costante affaticamento e molti altri.


Un consiglio che vogliamo darti, se sei tra quelle categorie di lavoratori/lavoratrici, è quello di utilizzare sempre a fine giornata una pallina di gommapiuma per massaggiarti i piedi e i polpacci.

Applicala senza paura sotto i piedi e lascia che il peso del tuo corpo sia completamente in carico su di essa. Spostati alternando i punti della pianta del piede su cui lavori, mantenendo almeno 2-3 minuti la pallina per ogni punto. Meglio se scegli di farlo da posizione in piedi.

Ricorda di fare un pò di stretching anche ai polpacci, come quello che ti indichiamo qui di seguito. Loro, come te, hanno lavorato tanto tutto il giorno!


Buon lavoro :-)


By Giorgio Mottini 02 Apr, 2017

Sicuramente avrai sentito l’espressione GOMITO DEL TENNISTA detta da qualcuno che probabilmente aveva un gran male al gomito. Ma che cos’è? Potrebbe riguardarti anche se tennista non sei? Potresti essere soggetto a questa problematica con la professione che svogli?

Vediamo di fare chiarezza...

Il gomito del tennista scientificamente è un’infiammazione dei tendini dei muscoli che si inseriscono nel gomito, in dettaglio sull'epicondilo laterale, che viene chiamata epicondilite. Insorge spesso in soggetti sportivi ed è tipica di giocatori di tennis (da qui il nome di gomito del tennista). Le cause di questa tendinite possono essere i movimenti ripetitivi sportivi o lavorativi con successiva infiammazione dell'inserzione tendinea di questi muscoli al gomito.

Questo significa che, più i muscoli che partecipano al movimento di flesso estensione del gomito lavorano accorciandosi (vedi gesto atletico del tennista) e più i tendini di questi muscoli si mettono in tensione, infiammandosi ad un certo punto per il troppo lavoro. Il dolore localizzato che subentra dove questi tendini si attaccano all'osso sul lato esterno del gomito o lungo i muscoli dell’avambraccio, è un segnale che il corpo ci invia per dire al gomito di fermarsi.

L’epicondilite quindi potrebbe verificarsi in tutte quelle situazioni lavorative, nelle quali i muscoli che governano il movimento del gomito, lavorano molto compiendo sforzi intensi e/o ripetitivi;  operai che lavorano in linee di produzione o in cantieri edili ne rappresentano un classico esempio.

Ma attenzione, perchè anche quando le braccia rimangono per molto tempo nella stessa posizione, si crea un accorciamento muscolare costante con conseguente possibile infiammazione tendinea. Questo potrebbe accadere invece a pianisti, chirurghi, scrittori, o a chi usa a lungo tastiera e mouse (vedi il post  http://www.eukinetica.it/cap-3-mouse-e-dolori-3-consigli-per-alleviarli-e-risolverli )

Cosa fare allora se soffri del gomito del tennista?

Dato che il problema deriva in ogni caso da muscoli troppo corti, il solo riposo o l’uso di farmaci antinfiammatori, non può bastare per ripristinare un equilibrio duraturo a livello muscolare. Ciò che devi fare quindi è riallungare con appropriati esercizi la muscolatura che si è con il tempo accorciata, ripetendoli preventivamente dopo il lavoro che svogli anche quando il dolore non ci sarà più.

Qui di seguito trovi due proposte efficaci. Cerca di mantenere queste posizioni per almeno 90 secondi nei quali devi sentire i muscoli del braccio allungarsi, respira in maniera rilassata e ascolta come va il tuo dolore prima e dopo gli esercizi.

Buona pratica!

 


By Giorgio Mottini 01 Mar, 2017

Che sensazioni fisiche hai a stare seduto per 6, 8 o 10 ore al giorno? Ti percepisci come in gabbia e senti che la tua postura ne risente?

Tanti sono i segnali che il corpo ci manda quotidianamente per comunicarci che tanto bene non ci sta, in quella posizione protratta a lungo.

Smania, continua voglia di cambiare posizione, di accavallare o di allungare le gambe, di chiuderci a riccio sulla sedia o di stiracchiarci con le braccia...e ancora: tensioni e sensazioni di accorciamento muscolare alla schiena, al collo, alle spalle e alle braccia, rumori e scricchiolii articolari e muscolari nel muoverci.

Ok tranquillo tutto questo non è una condanna a vita! E' solo il tuo corpo che ti parla con il suo linguaggio e che ti dice che la posizione seduta dopo un certo numero di ore, che è soggettivo, non gli è così tanto gradita.

Tutto ciò potrebbe emergere nonostante la migliore ergonomia della tua postazione di lavoro (vedi il post http://www.eukinetica.it/buone-pratiche-da-ufficio )

I motivi per cui stare seduti per molto tempo può diventare problematico,  li abbiamo già affrontati (vedi il post  http://www.eukinetica.it/3-modi-piu-salutari-di-usare-la-sedia-in-ufficio .)

Quello che però vogliamo offrirti oggi è una breve sequenza di 3 esercizi che ti aiuteranno a riequilibrare le catene muscolari e a ristabilire una postura più corretta oltre che a tenere lontani fastidi, disagi e dolori muscolo-articolari.

Lo sappiamo, a volte siamo un pò pigri, l'ambiente lavorativo non è abbastanza discreto e crediamo di non avere mai tempo per ascoltare il corpo. Prova a "forzarti" un pò e cerca di eseguire questi esercizi per 3 settimane per almeno 3 volte al giorno. Dopodichè valuterai costi e benefici e deciderai se proseguire o meno. Studi dicono che per inserire un'abitudine virtuosa ci vogliono 21 giorni di fatica...dopodichè se la nuova pratica sarà benefica diventerà appunto un'abitudine.


Buon lavoro!



By Giorgio Mottini 01 Feb, 2017

Tranquillo! Niente verticale sulla sedia o evoluzioni poco sicure...

Oggi ti daremo qualche idea su come utilizzare la sedia che utilizzi in ufficio in maniera utile.

Eh già, perchè benchè possa essere ergonomica, regolabile, di design, con le ruote, pieghevole,  automassaggiante, reclinabile, imbottita, di legno, di plastica o in pelle umana ...rimane comunque e sempre una sedia!

Ovvero uno strumento che ti fa diminuire il dispendio energetico (e questo a volte è anche benefico e piacevole), ma che soprattutto ti costringe ad una posizione che protratta nel tempo tanto salutare per il tuo corpo non è.

Vediamo principalmente perchè:

  • Il sedersi crea una situazione di accorciamento dei muscoli posteriori delle gambe, che alla lunga possono variare l’intero assetto posturale
  • Se nella zona lombare non hai un sostegno che ti aiuti a mantenere la fisiologica lordosi, in questa posizione andrai ad annullare la curva   predisponendola a varie problematiche muscolo-articolari
  • La mancanza di movimento e di stimoli alla pianta del piede, che quando camminiamo agisce come una pompa per far tornare il sangue     venoso verso il cuore, favorisce una scarsa circolazione sanguigna soprattutto negli arti inferiori. Con il tempo potrebbero insorgere gambe gonfie e altri disagi.

Cosa  fare quindi:

Cerca di concederti dei brevi break di un paio di minuti al massimo, dove oltre a poter rilassare occhi e mente dal computer, puoi sgranchirti le gambe o stiracchiarti facendo qualche semplice esercizio, dando un pò di ascolto a quello che ti dicono i muscoli.

Qui di seguito ti proponiamo 3 microginnastiche tratte dal nostro booklet Eukinetica Office, che potrai fare facilmente e in sicurezza con l’aiuto di una qualsiasi sedia.

 

Buon lavoro e buon esercizio!


By Giorgio Mottini 08 Jan, 2017

Una delle problematiche più ricorrenti in ambito lavorativo è la perdita di attenzione e concentrazione in determinate fasi della giornata. 

Solitamente queste fasi coincidono con:

 - una digestione difficoltosa e dispendiosa, legata al consumo di cibi grassi e indigesti 

- un periodo di prolungato digiuno (cena povera, notte e salto della colazione

- un effettivo, reiterato e concomitante consumo di energie.

Una pratica ormai decennale applicata in quasi tutti i luoghi di lavoro è il coffee break, la pausa; nella quale per lo più, si è indotti a consumare bevande eccitanti e stimolanti quali il caffè, il thé, bevande gassate e zuccherate piuttusto che snack confezionati.

Per aiutarti a contrastare l'inesorabile sopraggiungere dell' "abbiocco" e a rigenerare energia in breve tempo, ti consigliamo di inserire, in sostituzione dei sopraelencati alimenti, la frutta fresca possibilmente di stagione.

La frutta, ricca di acqua, zuccheri semplici, minerali e vitamine naturalmente già bilanciati, ti permetterà di riacquistare vigore fisico e "freschezza mentale" in breve tempo. Questa sua capacità deriva principalmente dal fatto che, essendo di facile digestione, permette un rapido assorbimento degli zuccheri, utili nella produzione di energia e cibo per i neuroni, e un immediato riequilibrio idrosalino, fonte spesso di spossatezza e di difficoltà di concentrazione.

A questo punto se non l'hai ancora fatto non resta altro che provare!! Sperimenta la differenza tra la spinta energizzante e rinvigorente della frutta e gli stimoli eccitatori e stressogeni delle sostanze superflue.


Buon Fruit Break


By Giorgio Mottini 30 Nov, 2016

Il nostro piede è un' "Opera d'arte e un capolavoro di ingegneria" diceva Michelangelo Buonarroti. Tanto è vero che anche una nota marca di particolari scarpe ha usato proprio uno slogan che ci ricorda questa frase "La tecnologia sei tu!"

Il piede grazie alla sua sensibiltà e anatomia, (è formato da 20 muscoli, 26 ossa, 33 articolazioni e più di un centinaio tra muscoli, tendini e legamenti) dopo gli occhi è l'organo che riceve dall'ambiente esterno più informazioni, che il nostro cervello elabora, per dare risposte motorie efficaci.Proprio per questo motivo è importante che sia in salute. La sua funzionalità va ad incidere sul nostro benessere e sulla nostra postura.

C'è una cosa che devi sapere però: il piede è un tipo che si adatta e ha grandi capacità di cambiare forma. Ci avevi mai pensato che è la parte del corpo più in contatto con il mondo esterno? Quando stai in piedi per definizione, ma anche quando stai seduto e quando ti sdrai. E' il tramite tra il resto del corpo e il terreno. Ogni volta che c'è qualcosa che non va ai "piani alti" lui compensa cambiando posizione. Pensa solo a quando ti è capitato di avere male ad un ginocchio,a un piede o ad un'anca. Probabilmente hai zoppicato e appoggiato il piede male e se lo hai fatto per molto tempo il piede potrebbe aver cambiato forma.

Anche quando durante il giorno indossi scarpe strette o scarpe a punta o con il tacco, il tuo piede in qualche modo si arrangia ad una situzione per lui non proprio ideale. Ecco che nel tempo possono insorgere problematiche come l'alluce valgo, le dita a griffe, la caduta delle teste metatarsali, gli spazi tra un dito e l'altro ristretti.... Il piede racconta, e lo fa non solo cambiando forma, ma talvolta anche lamentandosi con il dolore.

Come puoi rispondere ai tuoi piedi che in questo modo ti parlano cercando di attirare l'attenzione?

Oltre a camminare quando puoi a piedi scalzi o con calze antiscivolo, esistono in commercio anche delle speciali scarpe a cinque dita che puoi indossare ovunque e che ti consentono di stimolare maggiormente i recettori della pianta del piede e di mantenere il giusto spazio tra un dito e l'altro.

Ma se vuoi ulteriormente migliorare il benessere del tuo piede eccoti tre semplici esercizi che puoi fare a casa in comodità, per  mantenerlo efficiente e riequilibrare le tensioni che possono crearsi durante la giornata. 

Ricorda: il piede è molto importante per la tua salute posturale e non solo, nei prossimi post te ne parlerò ancora!

  1. Da in piedi o da seduto massaggia ogni punto della pianta del piede utilizzando una pallina più o meno morbida

By Giorgio Mottini 01 Nov, 2016

Ascoltati un attimo...com' è il tuo respiro in questo momento mentre stai leggendo? E' corto o lasci uscire l'aria fino in fondo? La trattieni o ne controlli l'uscita? Sbuffi spesso o ti trovi in apnea? Quali parti del corpo si muovono? Le spalle? Il collo? Il torace?...o la pancia?

Considerando che molto probabilmente sei seduto e quindi in una situazione di riposo, dovresti sentire muovere durante il respiro esclusivamente la tua pancia e nient'altro e l'aria dovrebbe uscire senza trovare resistenze, diciamo con sollievo.

Questo perchè il nostro muscolo respiratorio d'eccellenza, il diaframma si attiva durante l'inspirazione spingendo i visceri e facendo dilatare l'addome in avanti. Sappi che quando siamo sotto stress il nostro respiro è il primo a risentirne. Avrai sicuramente notato che in questi momenti tendi di più a trattenere l'aria che a lasciarla andare. Il tuo diaframma quindi  si accorcia più di quanto si allunghi e se questo modo di respirare si protrae nel tempo, potrebbe portare il diaframma a irrigidirsi e a perdere funzionalità.

Se hai sentito che respirando utilizzi prevalentemente muscoli posti dal torace in sù, consideralo come un campanello d'allarme importante. Il collo, le spalle , la zona dorsale che stanno lavorando al posto del diaframma "scioperante" potrebbero infatti manifestare prima o poi, tensioni muscolari, dolori articolari e disagi vari proprio a causa di questo iper lavoro.

Cosa puoi fare mentri lavori per attenuare questo processo:

  1. Verifica che la posizione seduta ti dia la possibilità di respirare effettivamente con la pancia e che non sia troppo chiusa in avanti. Nel primo articolo di questo blog troverai consigli su come ottimizzare l'ergonomia della tua postazione di lavoro.
  2. Ascoltati di più e se ti ritrovi in questa situazione respiratoria occasionalmente, nel momento in cui ne prendi coscienza fai un bel respiro di sollievo, dopo aver preso l'aria escusivamente gonfiando l'addome.
  3. Se lo stress invece fa parte del tuo quotidiano e i fastidiosi sintomi di cui ti parlavo sopra sono già realtà, ti consiglio di prendere la cosa più di petto, anzi in questo caso "più di pancia". Fatti un promemoria (sveglia sul cellulare o post-it sul monitor) che si ripeterà ogni ora e prenditi un minuto nel quale esegui dei respiri,  almeno 10-15, facendo uscire l'aria senza freni e con la bocca aperta ed utilizzando esclusivamente l'addome. Questo esercizio ti consentirà di resettare lo schema respiratorio scorretto e di tenere lontano i dolori.

Naturalmente la cosa migliore è quella di cercare laddove è possibile di diminuire o eliminare la fonte dello stress e nei casi più radicati di fare qualche seduta di riequilibrio respiratorio con un bravo terapista.

Buon respiro!




By Giorgio Mottini 02 Oct, 2016

L'affaticamento visivo è dovuto ad un sovraccarico lavorativo dei muscoli del bulbo oculare e passare molte ore davanti al monitor del computer rappresenta spesso una causa frequente. Considera che se poi ci sono concomitanze come condizioni di stanchezza generale, scarsa illuminazione e distanza troppo ravvicinata dal pc, questa problematica potrebbe divenire più consistente.

I campanelli d'allarme che ti avvisano che i tuoi occhi stanno "facendo gli straordinari", potrebbero essere: sensazione di occhi pesanti, bruciori, pizzicori, secchezza,visione ofuscata o doppia, maggiore sensibilità alla luce ed altri disagi legati alla funzione visiva.

Se vuoi evitare che questi sintomi sfocino in disagi che possono essere ad essi collegati, come fastidiosi dolori di collo, mal di schiena, dolori alle spalle, giramenti di testa, mal di testa e nausee, ti consiglio di eseguire qualche microginnastica durante l'attività lavorativa...sono così semplici che potrai farli quasi ad "occhi chiusi"!

  1. Ogni 5 minuti sposta lo sguardo su qualcosa che sia più lontano possibile e fai un bel sospiro di sollievo.

  2. Ogni ora esegui per un paio di minuti degli spostementi con gli occhi lentamente in tutte le direzioni. In alto,in basso, a destra, a sinistra e ruotando con un movimento circolare orario e antiorario.

  3. Ogni 2 ore fai una piccola pausa, chiudi gli occhi e poni i palmi delle mani sopra gli occhi e fai 10 respiri profondi. Dopodichè sempre a occhi chiusi massaggia delicatamente con i polpastrelli per un minuto le tempie.


Se nonostante queste buone abitudini continuerai ad avvertire i campanelli d'allarme che si ripropongono, ti consiglio una visita dall'ortottico, "il fisioterapista degli occhi" che valuterà il tuo caso e ti darà gli esercizi più specifici per la tua situazione.


By Giorgio Mottini 04 Sep, 2016

Lo stato di sonnolenza dipende, da difficoltà digestive, che in buona parte sono frutto di combinazioni alimentari che facciamo a tavola.

Al termine di un pasto, le energie che normalmente destini a muscoli e cervello, vengono convogliate all’apparato digerente e questo spiega il possibile calo di attenzione e la sonnolenza che puoi avere, ma se il senso di stanchezza è prolungato è indice di qualche errore che potresti avere commesso.

Sicuramente alcuni alimenti richiedono un tempo di digestione molto lungo (ad esempio i grassi e le proteine, soprattutto se di origine animale), che tende ad accrescere se questi vengono cucinati in modo da renderli ancor più pesanti.

Ci sono però degli accorgimenti capaci di fare la differenza che ti daranno una sensazione di freschezza e vitalità immediata e  ti consentiranno di avere durante tutta la giornata lavorativa, un'ottima efficienza mentale.

Eccoti i principali tre “segreti” per non cadere più nelle braccia di Morfeo dopo il tuo pranzo sul lavoro.

 

1.  BERE MOLTA ACQUA...LONTANO DAI PASTI

Una buona abitudine relativa all’acqua, legata all’alimentazione, sarebbe quella di non bere durante i pasti per evitare di diluire i succhi gastrici e prolungare di molto i tempi della digestione.

I succhi gastrici, infatti, vengono secreti dallo stomaco nella giusta concentrazione per digerire al meglio ogni alimento. Vero è che molti bevono durante i pasti per il senso di sete incipiente dovuto all’eccesso di sale contenuto nel cibo o per aiutarsi a mandare giù il boccone perché non abituati a masticare con attenzione.

Il suggerimento per evitare ciò è quello di bere uno o due bicchieri d’acqua venti minuti prima di consumare il pasto per tamponare la necessità di acqua per diluire il sale, mentre, se sei di quelli che non mastica accuratamente, non resta altro che prestare maggiore attenzione a questa fondamentale regola, dato che nello stomaco i denti non li abbiamo e ingerire cibo non masticato prolunga di molto i tempi della digestione e favorisce la sonnolenza.

 

2. CONSUMARE ALIMENTI FRESCHI E DI STAGIONE

Consumare frutta e verdura cruda e di stagione aiuterà il tuo organismo a essere meno “inquinato” da conservanti, coloranti ecc. (condizione identificabile a volte attraverso il sintomo della stanchezza) presenti negli alimenti conservati e ad avere maggiore vitalità. Un’ottima abitudine è quella di iniziare pranzo e cena con un abbondante piatto di verdura cruda mista di stagione per favorire al meglio la digestione del resto che deciderai di mangiare (questo grazie alla presenza degli enzimi digestivi naturalmente contenuti nella verdura), oltre a tamponare l’eventuale senso di sete senza correre il rischio di diluire i succhi gastrici. L’altra valida abitudine è quella di non concludere i pasti con la frutta per evitare processi di fermentazione dovuti ai tempi digestivi della frutta che sono notevolmente più rapidi rispetto al resto degli alimenti.

Ti suggerisco di consumare frutta come spuntino di metà mattina e pomeriggio, al posto degli snack conservati e dolciumi vari, a stomaco vuoto.

 

3. DIMINUIRE IL CARICO GLICEMICO

Quando consumi un pasto, la combinazione dei vari alimenti che mangi sviluppa un carico glicemico che ha la peculiarità di innalzare più o meno marcatamente la glicemia nel sangue (quantitativo di glucosio nel sangue). Quanto più la glicemia tende a innalzarsi rapidamente, tanto più è lecito attendersi una risposta di difesa dell’organismo che produce insulina per fronteggiare questa inaspettata “piena” di zuccheri capace di generare disagi all’organismo stesso.

L’insulina, elimina l’eccesso di zucchero nel sangue depositandolo negli adipociti (cellule di grasso) favorendo l’abbattimento repentino e drastico della glicemia; ciò innesca un senso di stanchezza molto profonda, il famoso “calo di zuccheri” che genererà la voglia di cercare nuova energia mangiando nuovamente e ricercando soprattutto dolci.

Per evitare questo errore è importante non consumare troppa pasta, pane e focaccia durante i pasti, soprattutto se raffinati e se non preceduti da verdura cruda che può migliorare la fase digestiva e regolare l’innalzamento della glicemia.

Altro errore da evitare è quello di concludere sistematicamente i pasti con un dolce o bevendo caffè zuccherato.

Per tenerti al riparo da questa condizione è meglio consumare cereali integrali (pasta, riso, pane, ecc…) la cui digestione è più lenta grazie al loro contenuto di fibre capace di modulare l’innalzamento della glicemia ed evitare il consumo di bevande zuccherate e alcoliche durante i pasti.

Seguendo queste tre prime semplici regole vedrai che ti rialzerai da tavola senza quel fastidioso senso di stanchezza. 

Mettile in pratica da subito!


By Giorgio Mottini 31 Jul, 2016

Perchè l'estate, quando trascorriamo le vacanze, diventa il momento dei buoni propositi salutistici? Da settembre vado a nuotare o a correre 3 volte a settimana! Mi iscrivo in palestra! Mi metto a dieta! Faccio yoga tutti i giorni...ecc.ecc.

In vacanza quasi sempre andiamo in luoghi dove siamo maggiormente a contatto con la natura: mare, montagna, laghi, fiumi e boschi. E cosa facciamo spesso? Passeggiate, corse, bagni, escursioni in bici, arrampicate e i più disparati sport, sentendo che tutto questo ci piace...

Il corpo, la nostra parte animale, ci invia un chiaro messaggio. "sto bene! continua a fare quello che stai facendo!". E' felice perchè fa quello che dovrebbe sempre fare, muoversi in un ambiente naturale.

E così il camminare a piedi scalzi sulla sabbia ci ricorda che abbiamo dei piedi che possono ricevere un sacco di stimoli; sentire gli odori di una macchia mediterranea, della salsedine in riva al mare o di un sottobosco di larici ci rammenta bei ricordi d'infanzia e ne godiamo; ascoltare le onde del mare o il frinire delle cicale mentre facciamo un sonnellino pomeridiano ci rilassa; mangiare frutta e verdura, fresca e matura, ci ricorda che ogni cibo dovrebbe avere la sua stagione e che i sapori che possiamo cogliere sono eccezionali. Osservare nuovi luoghi ci arricchisce e ci fa rimanere piacevolmente sbalorditi davanti alla bellezza della natura....

Come si chiama tutto questo? RISVEGLIO DEL CORPO e dell'istinto...ascoltalo, assapora tutti i piaceri che può darti e cerca di non farlo RIADDORMENTARE alla ripresa dell'attività lavorativa...fatti coinvolgere dai buoni propositi e immaginati di sentirti così bene sempre: organizza al meglio il tempo libero che hai per concederti dei momenti per il tuo corpo.

Ricordati...il corpo ci parla anche il resto dell'anno, e vorrebbe essere sempre ascoltato!


BUONA ESTATE e BUON ASCOLTO!


By Giorgio Mottini 03 Jul, 2016

Il mouse è un attrezzo che se lavori quotidianamente al computer e ne fai uso, potrebbe a lungo andare provocarti dolori articolari o tensioni muscolari. Le possibili zone maggiormente colpite da questi disagi sono generalmente i polsi, i gomiti, le spalle e il collo. Questo accade perchè le braccia quando lavorano sulla tastiera e sul mouse, assumono una posizione di rotazione interna. 

Cosa significa questo? Quando sei in piedi la posizione più corretta delle braccia, è quella nella quale i palmi delle mani sono rivolti verso le cosce con i gomiti distesi. In questo modo i muscoli di tutto l’arto superiore sono in una situazione neutra, ovvero non compiono fatica contraendosi. Se trasferisci la posizione ideale degli arti superiori al momento in cui lavori al computer, dovresti lavorare con le mani, posizionate nello stesso modo di quando vai ad afferrare un bicchiere. La posizione  classica delle braccia, indotta dall’ utilizzo di mouse e tastiera, con il tempo potrà far diventare i muscoli sempre più corti e rigidi, se non ripristinati con adeguati esercizi. Questi muscoli potranno poi trasferire  la loro tensione creando compressione sulle articolazioni del polso, del gomito e della spalla primariamente e via via su collo, zona dorsale, ecc. con relativa comparsa di dolori.

Cosa puoi fare per tenere lontane queste problematiche? ...

Eccoti qui di seguito tre semplici consigli per alleviare e risolvere questi fastidiosi inconvenienti:

1.      ... ricordi il bicchiere sopra citato? Se non lo sai ancora, esistono in commercio dei mouse che ti consentono proprio un’ impugnatura verticale come quella del bicchiere (vedi foto sotto). Con un mouse verticale potrai ristabilire la posizione corretta del braccio durante il suo utilizzo, ottimizzando al meglio il lavoro muscolare.

By Giorgio Mottini 05 Jun, 2016

Certo, avvicinando due scrivanie e montando un’apposita rete si può portare il tennis da tavolo o ping pong anche nei break in ufficio...Perchè no?!

Ma non è questo quello che intendevo con il titolo di questo post.

Con una/due palline da tennis (meglio per iniziare se sgonfie e in commercio troverete anche queste) potrai eseguire tre semplici esercizi a prova di pigro. Ti saranno utili per mantenere i muscoli più elastici e contrastare le tensioni e i dolorini che possono insorgere quando stai a lungo seduto.

1.    ...PER LE GAMBE

Quando sei seduto le tue ginocchia sono piegate e di conseguenza i muscoli posteriori della coscia (i femorali) sono in uno stato di accorciamento. Il protrarsi di questa situazione può portare ad una perdita di elasticità. Posiziona la pallina tra la coscia e la sedia sedendoti sopra per circa 2 minuti. Questa sorta di massaggio aiuterà i tuoi femorali a non irrigidirsi e potrai percepire la sensazione di leggerezza una volta tolta la pallina o nel momento in cui ti alzerai in piedi. Puoi eseguire questo esercizio prolungando il tempo a tuo piacimento spostando la pallina lungo tutto il percorso dei femorali.

 

2.    ...PER LA SCHIENA

Infila 2 palline da tennis in un calzino che non usi più, chiudilo con un elastico e taglia la parte del calzino eccedente. Bene, hai appena creato un utile strumento per automassaggiarti! Ora posizionalo tra la schiena e la sedia, all’altezza della zona dorale, (il tratto che va dalla base del collo fino a circa il centro della schiena), mettendo questa doppia pallina a cavallo della colonna. Adagiati poi sullo schienale della sedia e mantieni la posizione per almeno 2 minuti. Con questo esercizio, come per i femorali, otterrai la stessa sensazione di leggerezza e potrai percepire una volta terminato l’esercizio un allentamento delle tensioni sull’intera colonna.

Puoi spostarlo lungo al colonna, aumentando il tempo a piacere, per ogni zona che andrai a trattare.

 

3.    ...PER I PIEDI

Anche il piede giustamente vuole la sua parte!... visto che quando sei  in ufficio è quasi sempre fermo tutto il giorno. Devi sapere che il piede viene chiamato anche secondo cuore, poichè tra le varie funzioni che ha c’è quella di agire come una vera e propria pompa che aiuta a riportare il sangue venoso verso l’alto, per essere riossigenato ed evitare ristagno e cattiva circolazione. Tutto questo accade quando stimoli i muscoli della volta plantare adeguatamente, camminando ad esempio sufficientemente durante la giornata. E se non lo facessi? Beh sicuramente non sarà la soluzione risolutiva ma per sfruttare al meglio il tempo che passi seduto in ufficio puoi stimolare il piede togliendoti (quando si può) le scarpe e posizionando la tua pallina tra la pianta e il suolo. Sbizzarrisciti ora con tutti i movimenti che conosci del piede e della caviglia, avanti/dietro - destra/sinistra – rotazioni ecc. per un tempo a piacere. Scommetto che se ascolti adesso i tuoi piedi ne sentirai delle belle!



Giorgio Mottini

Founder, training e coaching “Eukinetica: star bene lavorando”
By John Miller 21 Dec, 2015
Partiamo da un presupposto ragionevole: il nostro corpo non è fatto per stare 8-10ore seduto … è fatto per muoversi, camminare, correre, arrampicarsi, saltare e tante altre abilità, per qualcuno solo ricordi d’infanzia! Rigidità muscolari varie, dolori al collo e alla schiena sono inconvenienti che possono insorgere proprio a causa di questa postura lavorativa poco naturale.Anch’io che ti sto scrivendo e dedico la mia professione al corpo e al benessere, qualche ora alla settimana la passo seduto davanti al pc. Oltre al movimento per compensare questa posizione e per tenere lontani i dolori, possiamo sicuramente fare qualcosa di buono per la nostra salute.
Ecco 3 semplici consigli per permetterti di stare seduto in maniera più ergonomica.
Se stai leggendo questo articolo da un pc puoi mettere subito in pratica quanto ti sto per dire

LA SEDIA...è la cosa più importante.

Se il sedile è regolabile in altezza sistemalo in maniera che mantenendo i piedi a terra, tu possa avere l’angolo tra le cosce e l’addome superiore ai 90°. Questo ti aiuterà a ripristinare la fisiologica curvatura lombare. Se invece non è regolabile, posiziona nella parte bassa della tua schiena uno spessore, un cuscino o un asciugamano arrotolato, grande circa quanto una bottiglia da un litro e mezzo. Se vuoi fare un modesto investimento per il tuo benessere, in commercio trovi supporti lombari fatti ad hoc che fanno di una qualsiasi sedia una seduta ergonomica: la tua schiena ti ringrazierà!

1. LA SCRIVANIA
Una volta ottimizzata la tua seduta, puoi pensare alla scrivania.L’avambraccio deve appoggiare del tutto e le spalle devono essere rilassate. Puoi trovare in commercio scrivanie con il piano regolabile: non sono ancora molto diffuse ma, se hai deciso di cambiare la tua scrivania, ti consiglio di valutare questa opzione. Se invece hai già la tua scrivania e il piano è troppo basso per te, puoi risolvere il problema alzandolo con degli spessori

2. IL MONITOR
Bene, se sei arrivato fino a qui seguendo i miei consigli avrai le curve della colonna, le spalle e le braccia nella miglior posizione. Ma per raggiungere l’optimum ti manca ancora poco. Per mantenere la fisiologica curva cervicale infatti, devi avere il monitor all’altezza degli occhi. Mettici uno spessore, dei libri ad esempio, per portarlo all’altezza giusta. Se usi il computer portatile, prendi una tastiera a parte da collegare e appoggiala sul tavolo. In questo modo preservi la posizione delle braccia. Puoi trovare in commercio supporti per i portatili che, come delle sorta di leggii, portano lo schermo alla giusta altezza e allo stesso tempo ti lasciano lavorare sulla tastiera.

Giorgio Mottini

Founder, training e coaching “Eukinetica: star bene lavorando”

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Wellness Working

By Giorgio Mottini 01 Oct, 2017

Quando senti una persona esclamare lamentandosi: "Ho il tunnel carpale!" generalmente sta parlando della sindrome del tunnel carpale,  una problematica articolare molto diffusa e fastidiosa dovuta alla compressione di un nervo chiamato mediano, che passa dal polso attraverso il cosiddetto canale carpale. 

By Giorgio Mottini 03 Sep, 2017

Il termine periartrite è costituito dal prefisso di origine greca “peri” (che significa attorno), unito alla parola “artrite”, che sta a indicare la presenza di uno stato infiammatorio di una o più componenti delle articolazioni, che nello specifico sono: capsula articolare, tendini, legamenti e cartilagini. Quindi, letteralmente, periatrite sta a indicare “infiammazione di ciò che sta attorno a un’articolazione”

Il termine tecnico periartrite scapolo omerale definisce, pertanto, l’infiammazione della spalla, articolazione composta dall’unione di tre ossa (clavicola, scapola e omero).

Diverse possono essere le cause scatenanti un’infiammazione articolare tra cui: l’usura delle componenti articolari dopo i 50 anni d’età, il diabete (per motivi ancora sconosciuti), traumi subiti in loco e la professione svolta nel corso degli anni. Ed è proprio questo il fattore sul quale ci soffermiamo per capire quali professioni maggiormente espongono le “povere spalle” a questo tipo di sofferenza.

Chiunque svolga una professione che vede altamente impegnati gli arti superiori, potenzialmente ne potrà soffrire.

Alludo a figure professionali come il parrucchiere, il chirurgo, il dentista, l’operaio edile, il manovale, il tornitore, l’imbianchino, il pallavolista, il marciatore, il nuotatore, il tennista, il violinista, il direttore d’orchestra, solo per citarne alcune. Usiamo per comodità termini maschili, ma è chiaro che ci riferiamo anche al sesso femminile.

Quando per diverse ore al giorno, moltiplicate per tutta una vita lavorativa, le spalle vengono sollecitate a muovere ripetutamente o tenere sollevato un braccio o tutte e due, i muscoli di pertinenza lavorano in una condizione di accorciamento permanente che procura, nel medio e lungo periodo, sofferenza articolare.

I sintomi tipici dell’infiammazione sono: dolore, rigidità articolare e conseguente riduzione della mobilità, gonfiore locale, arrossamento unito a senso di calore.

A livello medico, il rimedio per l’infiammazione è costituito dall’applicazione di ghiaccio unitamente al riposo e all’uso di antidolorifici; nei casi più gravi non rispondenti alle terapie conservative sopracitate, si arriva a prescrivere l’operazione chirurgica.

E’ bene sapere che questi tipi d’interventi, benché talvolta necessari per fare fronte a una situazione d’emergenza, sono riferiti solo al sintomo manifesto e che, per un’azione più completa, è bene dispensare ai muscoli in questione ciò di cui imperativamente necessitano: lo stretching o allungamento .

Infatti, è nella natura dei muscoli sapersi solo accorciare sia per produrre movimento articolare, sia in risposta allo stress che vive il sistema nervoso; purtroppo non sono in grado di recuperare la lunghezza d’origine in autonomia.

Ecco allora che lo stretching rappresenta quella cura che dobbiamo ai nostri muscoli, per evitare l’insorgenza di patologie quali la periartrite.

Un ottimo esercizio da fare che soddisfa egregiamente le necessità di allungamento dei muscoli delle braccia e di decompressione articolare delle spalle è quello che ti propongo qui di seguito (da fare almeno un minuto per lato) da unire, nelle pause tra una ripetizione e l’altra, all’esercizio del pendolo come mostrato nelle figure sottostanti. Il pendolo ti suggeriso di farlo durare il più a lungo possibile (almeno un paio di minuti per lato) per aiutare l’articolazione della spalla a decomprimersi.

By Giorgio Mottini 31 Jul, 2017

E' arrivata l'estate!!

Finalmente è tempo di ferie e di meritato riposo. Quindi svaghi, viaggi, mare-montagna-campagna, ore di sonno da recuperare, famiglia e passioni sportive.

Per tutte queste attività però, perchè siano effettivamente appaganti, è importante che si mantenga un buon stato di salute. Uno degli aspetti fisiologici di maggior interesse nel periodo estivo è il livello di idratazione del corpo, o per meglio dire il mantenimento dell' EQUILIBRIO IDRO-SALINO.

Con equilibrio idro-salino si intende il principio per il quale la concentrazione di sali minerali nell’ambiente acquoso del corpo, viene mantenuta costante nel tempo.

Quando la temperatura cambia, sia interna che esterna, l'organismo risponde alla ricerca della migliore termoregolazione, intaccando necessariamente la condizione idrosalina adottata fino a quel momento. Per garantire tutto ciò intervengono numerosi meccanismi fisiologici che coinvolgono il sistema ormonale, il sistema digestivo, e gli organi emuntori (pelle, polmoni, fegato, reni, intestino).

In estate, come sappiamo, la temperatura sale e pertanto la dispersione di acqua e sali è maggiore, soprattutto per chi fa attività fisica in quanto oltre alla temperatura esterna vi è un innalzamento di quella interna.

Il consiglio che ti diamo, alla luce di quanto descritto, è quello di selezionare tra i cibi, quelli a più alto contenuto di sali minerali (e non sale) che, per loro natura sono anche già bilanciati con un buon quantitativo di acqua; questi alimenti si chiamano verdure .

Seppur la frutta sia ricca di acqua (e va benissimo), ha un quantitativo percentualmente minore di sali minerali rispetto alle verdure, a vantaggio degli zuccheri semplici.

Quindi, mangiare verdure crude prima di ogni pasto è un riferimento sempre valido nell'arco dei 12 mesi, ma che in questa stagione ha un valore aggiunto in difesa dal grande caldo. Ricorda inoltre che al consumo di verdure crude puoi associare  la buona pratica di consumare qualche buon estratto o centrifugato fresca di verdura quando hai sete.

Buona idratazione !


By Giorgio Mottini 30 Jun, 2017

Il ginocchio del piastrellista  è il "successore" del più celebre ginocchio della lavandaia,  professione ormai sostituita completamente dalle lavatrici. Si tratta di una patologia risultante da traumi ripetuti, come il frequente inginocchiamento su superfici dure (da cui deriva l'attributo "del piastrellista") o da contusioni dirette come quelle che potrebbero accadere ad esempio in alcuni sport come la pallavolo, il calcio, il rugby e tutti gli sport di contatto. Altre potrebbero essere le professioni rientranti in questa problematica: muratori, operai, artigiani, tecnici manutentori e tutti coloro che devono spesso rimanere, per esigenze lavorative, a lungo inginocchiati.

In termini scientifici parliamo di borsite al ginocchio e come ogni parola in medicina contenente il suffisso -ite, si tratta di un' infiammazione.  In questo caso della borsa sierosa pre-patellare, componente articolare collocata anteriormente e un po’ più in basso della rotula.

Questa borsa è una sacca al cui interno è contenuto un liquido lubrificante che permette lo scorrimento senza attriti di un tendine sopra la sua articolazione. Normalmente le borse sono riempite da un sottile film di liquido ma in particolari condizioni possono infiammarsi e gonfiarsi, richiamando fluidi al loro interno. Questo rigonfiamento prende il nome di borsite.

E' utile sapere che in un'infiammazione la temperatura aumenta per un iperlavoro dovuto ad un movimento ripetitivo o per una posizione statica mantenuta a lungo, che genera rigidità e attriti del tessuto in questione. Diciamo che il corpo richiama acqua laddove è necessario "spegnere il fuoco".

La borsite del ginocchio è una delle più comuni cause di rigonfiamento e dolore di questa articolazione. Il sintomo più frequente della borsite del ginocchio è infatti il rigonfiamento palpabile al di sopra della rotula, spesso associato a limitata mobilità dell'articolazione, arrossamento e calore locale. L'inginocchiamento e il movimento tendono ad intensificare il dolore.

A livello terapeutico trattandosi di infiammazione, possono essere sicuramente utili degli impacchi di ghiaccio sul ginocchio, ma in ogni caso ti consigliamo di consultare il tuo medico.

A livello invece preventivo, se per il lavoro che fai devi stare spesso inginocchiato, ti consigliamo di indossare delle ginocchiere o di utilizzare seggiolini rotanti come quelli che vedi nella immagini che ti permettono di muoverti con discreta agilità diminuendo il carico articolare sulle ginocchia.

By Giorgio Mottini 04 Jun, 2017

Tra i vari disturbi di cui può soffrire chi lavora di fronte a un terminale video, c’è il tanto temuto mal di testa muscolo tensivo , frutto dell’eccesso di tensioni muscolari somatizzate a seguito di lunghe sessioni di fronte a un monitor, che comportano due fonti di stress principali:

1.  la fonte luminosa che attraverso la pupilla genera tensioni muscolari a livello della nuca, sede dei centri ottici del cervello

2.  il fatto che gli occhi di fronte al video siano in atteggiamento di convergenza, è un'altra condizione capace di generare stress nel breve e medio termine.

Infatti, la vista normalmente dovrebbe spaziare in modo panoramico e occasionalmente convergere; nel caso di chi lavora al computer gli occhi sono in stato di convergenza frequente e occasionalmente spaziano all’orizzonte. Mantenere questa condizione per 6-8 ore al giorno e comunque anche meno, genera stress ai muscoli degli occhi.

Lo sguardo convergente porta i muscoli degli occhi a lavorare molto in accorciamento generando appunto stress muscolare, con possibili ripercussioni come il mal di testa.

By Giorgio Mottini 30 Apr, 2017

Oggi vi parliamo del più diffuso tra i dolori muscolo-articolari su scala planetaria: il mal di schiena.

Termine più comunemente associato ad un dolore della fascia bassa della colonna vertebrale, anche conosciuto con il termine lombalgia o lombaggine.

Rappresenta la sofferenza funzionale del rachide lombare, al quale vengono inoltre attribuite innumerevoli cause e patologie (protrusioni, ernie, listesi, ecc.).

La lettura posturale è spesso la chiave di volta nella soluzione o nel miglioramento di queste problematiche.


Noi di Eukinetica, attenti alle relazioni tra abitudini lavorative ed ergonomia, ti vogliamo aiutare a comprendere meglio quali siano i fattori scatenanti di dette spiacevoli situazioni.

Nel caso della hostess di fiera, e così anche per chi lavora per molte ore in piedi come la commessa di negozio e receptionist, la posizione del piede gioca un ruolo davvero importante.

Ci è dato sapere che, in fisiologia in condizioni di buon equilibrio, il piede distribuisce il peso del corpo per un 57% sul tallone e un 43% sull'avampiede. Ad ogni centrimetro di sollevamento del tallone dovuto ad una scarpa con tacco , coincide uno spostamento sempre più marcato di tale equilibrio in direzione delle strutture articolari metatarsali e sulle dita.

In questo modo, sbilanciando il baricentro verso l'avanti, il nostro corpo, per non cadere, dovrà "recuperare" attivando quei muscoli con funzione antigravitaria che si trovano nella zona posteriore del tronco: nella schiena.

Aumentando pertanto il tono, i suddetti muscoli vanno a creare forze compressive sulla struttura vertebrale generando altresì alterazioni morfologiche (iperlordosi).

Seppur questo meccanismo sia una tutela, devi sapere che nel medio lungo periodo questo sovraccarico porterà a sofferenza e dolore lombare, con relativi sintomi correlati: pesantezza di lombare e gambe, rigidità muscolare, crampi, stati di costante affaticamento e molti altri.


Un consiglio che vogliamo darti, se sei tra quelle categorie di lavoratori/lavoratrici, è quello di utilizzare sempre a fine giornata una pallina di gommapiuma per massaggiarti i piedi e i polpacci.

Applicala senza paura sotto i piedi e lascia che il peso del tuo corpo sia completamente in carico su di essa. Spostati alternando i punti della pianta del piede su cui lavori, mantenendo almeno 2-3 minuti la pallina per ogni punto. Meglio se scegli di farlo da posizione in piedi.

Ricorda di fare un pò di stretching anche ai polpacci, come quello che ti indichiamo qui di seguito. Loro, come te, hanno lavorato tanto tutto il giorno!


Buon lavoro :-)


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